Come i cambiamenti sociali e tecnologici hanno plasmato il modo in cui parliamo e scriviamo oggi, trasformando il lessico quotidiano in modi inaspettati.
La lingua è un organismo vivente. Non rimane mai ferma, ma si adatta, cresce e talvolta perde pezzi lungo la strada. Nel corso del Novecento, l’italiano ha subito trasformazioni radicali, passando da lingua prevalentemente scritta e letteraria a lingua parlata da un’intera nazione.
L’impatto della televisione
Non si può parlare di storia della lingua senza citare l’avvento della radio e della televisione. Negli anni ’50, l’italiano standard era ancora un miraggio per molti dialettofoni. La televisione ha agito come un grande unificatore linguistico, portando un modello di pronuncia e sintassi nelle case di tutti.
“Le parole sono fatte, prima che per essere dette, per essere capite: proprio per questo, chi non sa farsi capire non sa parlare.”
— Tullio De Mauro
Dai neologismi agli anglicismi
Con l’avvicinarsi del nuovo millennio, la globalizzazione ha aperto le porte a una massiccia influenza dell’inglese. Termini come computer, mouse, e più recentemente smart working, sono entrati nell’uso comune senza essere tradotti.
- Anni ’50-’60: Standardizzazione tramite la TV.
- Anni ’70-’80: Il linguaggio politico e giovanile.
- Anni ’90-Oggi: La rivoluzione digitale e l’inglese tecnologico.
Tuttavia, studiare queste evoluzioni non è solo un esercizio accademico. È un modo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando come società. Studiabolario nasce proprio con questo intento: analizzare il passato per decifrare il presente.
