verso
verso [vèr-so] nome masch. (plur. versi) [etimologia: dal latino versu(m)]. [1] Suono, grido di un animale; riferito a una persona, a volte è un segno di maleducazione: il verso dell’asino è il raglio; quando mangia fa strani versi con la bocca. || fare il verso a qualcuno: imitarlo per prenderlo in giro. [2] Direzione, senso: durante la grande manifestazione i vari cortei avanzavano nello stesso verso per raggiungere la piazza; accarezza il gatto nel verso del pelo, altrimenti ti graffia! || andare per il verso giusto: nella giusta direzione. || prendere qualcuno per il verso giusto: saperlo trattare in modo da non entrare in conflitto con lui. || pollice verso: all’ingiù. [3] Riga di una poesia, composta da un certo numero di sillabe, che in poesia non sempre coincidono con le sillabe della grammatica: il sonetto è un componimento poetico di quattordici versi. || versi sciolti: che non sono legati tra loro dalle rime. || scrivere in versi: in forma di poesia. [4] Modo, maniera: non c’è verso di fargli cambiare idea! || per un verso, per certi versi: da un lato, da un certo punto di vista.

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