gregoriano
gregoriano [gre-go-rià-no] aggettivo (femm. sing. gregoriana, masch. plur. gregoriani, femm. plur. gregoriane) [etimologia: dal latino Gregorianu(m), che deriva da nome proprio Gregoriu(m)]. [1] Indica qualcosa che è legato a importanti personalità storiche, di solito papi, di nome Gregorio || canto gregoriano: è un canto liturgico (cioè che fa parte di una celebrazione religiosa ufficiale come la messa) che secondo la tradizione risalirebbe a papa Gregorio Magno (VI-VII secolo), anche se la sua forma attuale è stata definita in epoca carolingia (IX-X secolo); è un canto monodico, cioè a una voce sola, nel senso che tutti i cantori eseguono la stessa melodia e tradizionalmente non viene accompagnato da strumenti musicali; i testi sono in latino e generalmente sono tratti dal libro biblico dei Salmi: siamo rimasti affascinati dal canto gregoriano che risuonava tra le navate dell’antica abbazia. || calendario gregoriano: calendario solare introdotto da papa Gregorio XIII nel 1582 per riallineare al calendario astronomico quello giuliano (di Giulio Cesare) poiché, in seguito a un piccolo errore degli astronomi dell’antica Roma che si era accumulato negli anni, l’equinozio di primavera cadeva con dieci giorni di anticipo rispetto al 21 marzo; papa Gregorio XIII soppresse quindi per l’anno 1582 i dieci giorni in eccesso e così al 4 ottobre seguì immediatamente il 15: il calendario gregoriano non fu accettato in tutti i Paesi per motivi politico-religiosi: nei Paesi di religione ortodossa, che non riconoscevano l’autorità del papa, il calendario in uso rimase quello giuliano; questo spiega perché la rivoluzione avvenuta in Russia il 7 novembre 1917 sia ricordata come rivoluzione d’ottobre: il 7 novembre corrisponde infatti al 25 ottobre del calendario giuliano. || riforma gregoriana: fu un movimento di rinnovamento della Chiesa promosso nel secolo XI da papa Gregorio VII per riformare la vita del clero e rivendicare l’indipendenza e la superiorità dell’autorità del papa rispetto a quella dell’imperatore: una delle conseguenze più importanti della riforma gregoriana fu la lotta per le investiture, che coinvolse il papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV e culminò nel drammatico episodio di Canossa, quando l’imperatore accettò di umiliarsi di fronte al papa per essere liberato dalla scomunica.

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